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ATTACCHI DI PANICO E CRISI DI ANSIA:

COME CURARE E AFFRONTARE

Indicazioni su come combattere, curare e guarire per sempre dagli attacchi di panico

attaccodipanico

Attacco di Panico: definzione e comprensione del disturbo

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2% al 4% della popolazione mondiale affronta questo disturbo. La maggior parte sono donne e i sintomi iniziano a manifestarsi nella tarda adolescenza (18-29 anni). Non è facile affrontare il problema, ma con l’aiuto medico e psicologico, la maggior parte dei pazienti saranno in grado di controllare le crisi e avere una vita normale.
Chi soffre del disturbo di panico ha crisi inaspettate di paura e disperazione, a causa del rilascio di adrenalina nel corpo.

Comprendere i fattori
La causa di molte persone che soffrono di questo disturbo è la genetica, cioè figli di genitori che hanno attacchi di panico hanno fino a sette volte più la probabilità di sviluppare la malattia rispetto alle persone che non hanno parenti che soffrono di panico. Tuttavia, il disturbo di panico funziona come tutte le malattie psichiatriche: si tratta di una combinazione di fattori genetici e ambientali.
È necessario disporre di un certo numero di queste condizioni per sviluppare il disturbo, coinvolgendo anche i problemi biologici. Le persone che hanno ipotiroidismo potrebbero avere il disturbo di panico, così come coloro che fanno uso di droghe illecite, come le anfetamine, cocaina, marijuana o LSD. Inoltre, c’è la possibilità di una situazione di stress che la persona vive con la depressione e improvvisamente potrebbe soffrire di attacchi di panico.

Che cosa succede nel corpo?
Al momento della crisi, il sistema attivato dalla noradrenalina inonda il corpo con questo neurotrasmettitore. Questo provoca una sorta di reazione evolutiva filogenetica. Si tratta di una reazione di lotta o fuga, cioè, il corpo si prepara per la lotta o alla fuga, dal momento che è una reazione inaspettata, un attacco di paura o di disperazione. Se il corpo che si appresta ad essere attaccato, allora la persona è in grado di bloccare o scappare dalla minaccia. Secondo lo psicologo, la reazione è totalmente individuale.
I sintomi sono tutti legati al rilascio di adrenalina e sono: tachicardia, visione offuscata, sudorazione, ondate di freddo e calore, sensazione di morte imminente.

Crisi di panico
Ci sono due tipi di crisi: situazionali e non situazionali.
Alcune persone hanno delle convulsioni ovunque siano, Questo tipo di crisi non è situazionale. Tuttavia, ci sono persone che hanno crisi situazionali, che di solito sono legati al primo attacco di panico che hanno avuto. Così, per esempio, se un paziente ha avuto il primo attacco di panico alla giuda, di solito si svilupperà una crisi di panico situazionale, vale a dire, ogni volta che è nel traffico, avrà un attacco. Stesso è il caso di un luogo chiuso: se la persona ha sviluppato un attacco di panico in un luogo chiuso, inizierà ad i luoghi chiusi che possono causare attacchi di panico, come il cinema, i negozi o l’ascensore. Ricordando che non si tratta di claustrofobia. Questa è un’altra fobia che è il sintomo principale, come la paura di rimanere bloccati da qualche parte. Queste due fobie possono essere confuse, ma in realtà, l’etimologia è completamente diverso. Chi ha l’attacco di panico, in realtà, ha paura di ammalarsi e chi ha paura della claustrofobia, invece, di rimanere bloccati. Chi ha il panico, ha paura della paura, quella di avere attacchi di panico.

Quando avvengono le crisi di panico?
Alcune persone possono avere più crisi al giorno, altri hanno solo un attacco situazionale.
Chi ha un attacco di panico comincia ad avere un certo grado di agorafobia, che è un evitamento fobico delle situazioni. Quindi, è molto comune non fare più alcune cose e non frequentare più determinati luoghi o sono limitati nella propria casa.
Se, però, dovesse capitare di avere un attacco situazionale, la propria casa non viene mai lasciata e non si avrà un attacco.

L’attacco di panico è un disturbo che colpisce una persona ogni 75 circa, quasi sempre colpisce durante l’adolescenza o all’inizio dell’età adulta e purtroppo le cause scatenanti tale problema non sono ancora chiare, non ci sono prove certe che dimostrino l’incidenza di determinati fenomeni come sposarsi, avere un figlio ecc…

Si può però parlare di un problema ereditario, infatti se un vostro familiare almeno una volta nella sua vita, ha sofferto di attacchi di panico, si ha un aumento del rischio di insorgenza per voi stessi, il problema potrebbe verificarsi in un momento particolarmente stressante.

COME SI MANIFESTA L’ATTACCO DI PANICO

L’attacco di panico si manifesta con un improvviso aumento della paura, si manifesta senza preavviso e senza un preciso motivo; è molto più intenso del senso di stress che prova ognuno di noi quotidianamente. I sintomi includono:

Aumento del battito cardiaco

Difficoltà respiratoria

Terrore quasi paralizzante

Vertigini, nausea

Tremore, sudorazione, agitazione

Soffocamento, dolori al petto

Vampate di calore o improvvisi brividi

Formicolìo nelle mani e nei piedi

Paura di morire o di impazzire

Il classico attacco di panico sembra essere la risposta che gli esseri umani danno quando si trovano in una situazione difficile, è una vera e propria fuga dal dolore, dalla sofferenza. Non è escluso però che tali episodi si possano verificare in situazioni apparentemente normali, anche mentre si dorme.

Oltre ai sintomi sopra indicati, l’attacco di panico può essere caratterizzato dalle seguenti condizioni:

Si verifica senza preavviso e si è incapace di fermarlo;

Il livello di paura che si prova è sproporzionato rispetto alla situazione che si sta vivendo;

Gli attacchi passano in pochi minuti oppure si ripetono per ore.

L’attacco di panico non mette la persona in pericolo di vita ma la porta a credere di diventare pazzo, ci si sente paralizzati e fuori controllo, tanto da provocare delle complicazioni quali fobie, depressione, abuso di medicinali e a volte anche il suicidio. Può essere talmente devastante da impedire alla persona di affrontare il mondo esterno. In realtà le fobie che sviluppano le persone che hanno avuto episodi di attacchi di panico non dipendono da paure reali ma piuttosto dalla paura che l’evento si possa ripetere ancora, cominceranno così ad evitare certi oggetti o situazioni perché pensano che possano innescare altri attacchi.

La maggior parte degli specialisti sono concordi nel considerare più adeguata una terapia di tipo cognitivo- comportamentale associata a volte anche a dei farmaci.

La prima fase della terapia consiste nell’informazione, bisogna capire cos’è l’attacco di panico e rendersi conto che molte persone ne soffrono. Molte persone affette da tale disturbo sono portate a credere che stiano impazzendo o che ciò induca ad un attacco cardiaco; proprio la “ristrutturazione cognitiva” ( cambiare il modo di pensare), aiuta il malato a sostituire quelle credenze con pensieri più realistici e positivi. La terapia cognitiva può aiutare il paziente ad individuare i possibili attacchi di panico, il cui limite potrebbe essere un pensiero o un cambiamento del battito cardiaco. Solo quando il paziente riesce a capire quale può essere la molla che fa scattare l’attacco di panico, può anche imparare a prevenirlo. La componente principale della terapia è quella che molti medici hanno definito” esposizione in immaginativo” che è simile a quella usata per la desensibilizzazione delle fobie, ma si concentra di più su ciò che è reale. Le persone colpite dall’attacco di panico hanno più paura che l’evento si ripeta che di oggetti e situazioni precise; la loro più grande paura è che l’attacco si scateni in determinati luoghi o circostanze.

L’esposizione in immaginativo può aiutare a superare l’attacco di panico, passando attraverso i sintomi: frequenza cardiaca elevata, vampate di calore, sudorazione e così via, e insegnare loro che tutte queste situazioni possono anche non sfociare in un attacco di panico. La terapia comportamentale è anche efficace per affrontare la situazione ed evitare attacchi di panico associati a fobie, per esempio.

Le tecniche di rilassamento sono importanti nel “passaggio attraverso l’attacco”, queste tecniche comprendono la riqualificazione della respirazione, infatti alcuni specialisti hanno notato che chi soffre di attacchi di panico, tende ad avere i tassi di respirazione un po’ superiori alla media; imparare a rallentarli può aiutare ad evitare futuri attacchi.

In alcuni casi risultano necessari anche i farmaci anti-ansia, antidepressivi e anche i farmaci cardiaci soprattutto i beta-bloccanti, per regolarizzare i battiti irregolari.

Infine anche un gruppo di sostegno con altri malati può essere utile, non può sostituire la terapia ma può essere un’aggiunta molto valida. Tutti questi trattamenti devono essere prescritti da uno psicologo o uno psichiatra.

Le persone che soffrono di attacchi di panico a causa dei conseguenti malori fisici, cercano rimedio presso il proprio medico. Le persone ansiose vivono socialmente delle esperienze terribili che le portano a vivere appartate lontano dalla realtà. Panico e agorafobia sono disturbi sociali, anche se a volte le persone che ne soffrono, ne parlano anche con amici e parenti. L’immagine delle persone ansiose è quella di persone che vivono isolate da tutto e tutti, anche se non si tiene conto del fatto che una causa dell’ansia è proprio la solitudine. Così la persona socialmente ansiosa rimane sola, anche durante una terapia di gruppo, il numero dei presenti deve essere modesto almeno per le prime sedute poiché i malati hanno paura di parlare, di richiamare l’attenzione su loro stessi, di sentirsi in imbarazzo.

Contrariamente a quello che comunemente si pensa, le persone che soffrono di ansia sociale non degenerano nell’agorafobia, questa si ha a causa di attacchi di panico e non come conseguenza dell’ansia sociale. Allo stesso modo l’attacco di panico non sfocia nel disturbo di personalità.

Inoltre contrariamente alla dicitura di alcuni psichiatri, le persone che soffrono di attacchi di panico non sono soggette anche all’ansia sociale, anche se non è raro che alcune persone che soffrono di ansia sociale dicano: “sono nel panico”. Non è esclusa la possibilità che entrambi i disturbi si manifestino, ma ce ne sarà sempre uno predominante. Alcune persone soffrono contemporaneamente di ansia, disturbi ossessivo- compulsivo, stress post- traumatico o ansia generalizzata

Dagli ultimi studi, il disturbo d’ansia sociale risulta il più diffuso, e non è un’eccezione che questi malati abbiano difficoltà a cercare aiuto, solo il pensiero di ciò può creare alti livelli di ansia.

L’attacco di panico con o senza agorafobia è il secondo disturbo più diffuso. I disturbi d’ansia sono i disturbi che colpiscono la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, ma nonostante ciò ancora esiste una scarsa quantità di ricerca in merito e di esperienza clinica.

L’opinione pubblica continua a concentrarsi sui disturbi psicologici più strani e incomprensibili, tralasciando questi che sono i più diffusi.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2016 Frontier Theme
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